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Crisi materie prime. Dove trovare fornitori alternativi? Per le aziende manifatturiere i principali problemi determinati dalla guerra Russia-Ucraina sono stati la difficoltà di approvvigionamento (con conseguente aumento del costo) delle materie prime dalla crescita del costo dell’energia.

Uno studio di Unioncamere Piemonte, nell’ambito dell’Indagine congiunturale sull’industria manifatturiera piemontese. lo rileva e lo mette nero su bianco: un’impresa (piemontese) su due ha riscontrato difficoltà di approvvigionamento delle materie prime. Ma la stessa difficoltà vale per tutte le aziende italiane. Tanto che le aziende stanno cercando mercati di approvvigionamento alternativi rivolgendosi a fornitori nella stessa regione o comunque basati in Italia. Basteranno le forniture tricolori o bisognerebbe guardare anche fuori dai confini nazionali?

DAL 12 LUGLIO GRAZIE A SIMEST CI SARA’ UN SOSTEGNO ALLE IMPRESE ITALIANE ESPORTATRICI IN UCRAINA, FEDERAZIONE RUSSA O BIELORUSSIA

Crisi materie prime: dall’Ucraina 27 miliardi di tonnellate di minerale di ferro

Con circa 27 miliardi di tonnellate di riserve di minerale di ferro, l’Ucraina possiede oltre il 10% delle riserve mondiali. Ci sono 88 giacimenti in tutto il paese, principalmente a KremenchukKerchMariupolBelozersky e Kryvyi Rih. Attualmente, il paese esporta gran parte del suo minerale di ferro in Cina.

Le più grandi riserve di manganese d’Europa si trovano in Ucraina

L’Ucraina è tra i primi dieci produttori del mondo di manganese (nel 2020 la sua produzione mineraria è stata di 550.000 tonnellate) e possiede le più grandi riserve d’Europa. Produce concentrati di manganese e ferro-leghe, in parte destinate all’esportazione e in parte alla produzione nazionale. Le maggiori riserve si trovano nella parte meridionale dell’Ucraina, nel bacino di Nikopol e a Veliko-Tokmakskoye.

Uranio, titanio, grafite, mercurio e oro

Per quanto riguarda le risorse minerali, l’Ucraina vanta anche altri record. Detiene le più grandi riserve di titanio e il più grande deposito di uranio in Europa. Ha riserve accertate di uranio di circa 45.600 tonnellate, ha il 20% della grafite mondiale (più di 1 miliardo di tonnellate), il 2% del mercurio del mondo (30.000 tonnellate) e molto oro.

Per un approfondimento si rimanda a questo link

Crisi materie prime: la mancanza di argilla mette in difficoltà il distretto delle piastrelle

Il distretto produttivo di Sassuolo contava sul Donbass per il 25% delle materie prime, e ora deve trovare una nuova miscela. L’approvvigionamento di materie prime dall’Ucraina è stato sospeso per via della guerra, tecnici e chimici sono al lavoro per cercare di mantenere l’alta qualità dei prodotti che negli ultimi decenni ha contribuito alla crescita dell’industria Italiana della ceramica. Dall’Ucraina, infatti, arrivava il 25 per cento delle materie prime usate nel settore della ceramica in Italia e la maggior parte delle argille considerate pregiate, indispensabili per la produzione delle piastrelle più costose e con un margine di guadagno elevato.

Le aziende del distretto dovranno farne a meno: per trovare un’alternativa compatibile e competitiva, dicono gli addetti ai lavori, serve innanzitutto trovare un’altra ricetta, cioè una nuova miscela di argille, caolini e feldspati con materiale importato da altri paesi.

Argilla e caolino venivano estratti soprattutto nelle cave che si trovano in Donbass, un territorio che​ sulla carta fa parte dell’Ucraina ma che dal 2014 è occupato da separatisti filorussi. È stata una delle prime aree a essere occupate dall’esercito russo.

Negli ultimi anni l’esportazione di questo tipo di materie prime si è sviluppata grazie alla costruzione di strade realizzate appositamente per il passaggio di grandi tir diretti verso i porti di Mariupol e Odessa. Da lì partivano le navi che rifornivano i distretti europei della ceramica. Nel 2021 al porto di Ravenna sono arrivate 5,21 milioni di tonnellate di materie prime, 1,57 milioni in più rispetto all’anno precedente, condizionato dalla pandemia. Nell’ambito della crisi materie prime in corso, queste forniture diventano ancora più critiche: le argille provenienti dall’Ucraina sono infatti preziose per le loro caratteristiche. Hanno un’elevata “tenacità in crudo”, in altre parole una maggiore resistenza e coesione rispetto al materiale estratto in altri paesi. Le argille ucraine sono quindi adatte alla produzione di piastrelle di grandi formati e con spessori sottili, sempre più richieste sul mercato e non semplici da realizzare con altre materie prime.

Acciaio

L’Italia, dipende fortemente dai due paesi per quanto riguarda l’acciaio: nei primi 11 mesi del 2021, l’Ucraina ha esportato in Italia 2,82 milioni di tonnellate di acciaio, in aumento del 20,1% tendenziale. Il 91% sono materie prime (706mila tonnellate) e semilavorati (1,87 milioni di tonnellate), contro una media dell’Ue del 61%.

Nello stesso periodo, la Russia ha esportato in Italia 2,43 milioni di tonnellate di acciaio (-6,4%). L’81% sono materie prime (1,19 milioni di tonnellate) e semilavorati (767mila tonnellate), contro una media europea del 64%.

Acciaio Inox, Nichel

Sono molto elevati i rischi di una carenza o di un’interruzione, a breve, delle forniture di materie prime, semilavorati e prodotti piani Russi e Ucraini. Ci sarà quindi un impatto diretto sui prezzi di ghisa, DRI e rottame, di bramme e dei prodotti piani in acciaio al carbonio, ma anche dell’acciaio inox, perché la Russia è il terzo esportatore mondiale di nichel, un prodotto che già ha scorte molto basse. Saliranno anche i costi di produzione dell’acciaio a causa dell’energia».

L’Italia, infatti, dipende fortemente dai due paesi per quanto riguarda l’acciaio: nei primi 11 mesi del 2021, l’Ucraina ha esportato in Italia 2,82 milioni di tonnellate di acciaio, in aumento del 20,1% tendenziale. Il 91% sono materie prime (706mila tonnellate) e semilavorati (1,87 milioni di tonnellate), contro una media dell’Ue del 61%.

Nel secolo scorso, l’Ucraina era infatti un paese chiave nell’ex Unione Sovietica, grazie alle sue enormi risorse energetiche e minerali. Sebbene rappresenti solo lo 0,4% della superficie terrestre (è circa il doppio della superficie dell’Italia), il paese possiede circa il 5% delle risorse minerarie mondiali. In Ucraina sono stimati oltre 20.000 depositi di 194 diversi minerali.

Crisi materie prime: il vetro in forte affanno

In difficoltà è anche il settore delle confezioni, soprattutto se si parla di vetro. E dai barattoli di vetro, a cascata, la crisi delle materie prime potrebbe estendersi ai prodotti da confezionare, e a cascata fino al campo. A lanciare l’allarme è Atlante, una delle principali società di global sourcing, impegnate cioè a fare arrivare i prodotti sugli scaffali dei supermercati. Il vetro è un prodotto che necessita di un’enorme quantità di energia, ma anche le materie prime per produrre il vetro stanno diventando estremamente costose; se consideriamo che gran parte dell’industria è stata occupata negli ultimi due anni a produrre le fiale per i vaccini (milioni e milioni e milioni di vaccini, tutti confezionati in vetro), tutta questa situazione ha creato una drammatica carenza a livello globale.

Non solo le fiale dei vaccini. L’utilizzo del vetro, la cui produzione europea è in mano a 4-5 grandi aziende – una delle quali ha diversi stabilimenti in Ucraina – è stato fortemente incentivato negli ultimi anni in un’Europa alle prese con la transizione verde e l’abbandono della plastica.

Un aumento della domanda che potrebbe causare delle carenze nel settore alimentare (dal momento che una riconversione della filiera produttiva, per esempio dal vetro alle lattine, richiederebbe tempo e investimenti). Tutto questo è solo la punta dell’iceberg, la crisi è probabilmente sistemica.

Trovare nuovi fornitori è un’esigenza indifferibile. Ma dove? E, soprattutto, come?

Minding ha rapporti con tutto il mondo. Attraverso i nostri consulenti, residenti in moltissimi paesi, siamo in grado di individuare i potenziali fornitori che servono a sostituire (almeno parzialmente) le forniture che provengono dalle regioni in guerra. Per un primo incontro informativo, naturalmente senza impegno, basta contattarci compilando il modulo presente a questo link.

Qui sotto riportiamo qualche dato proveniente dall’analisi dei codici TARIC.
Come si evince, se è vero che Russia e Ucraina sono spesso i maggiori fornitori mondiali è altrettanto vero che non sono gli unci.

ANALISI DEI CODICI TARIC ESPORTATI NEL MONDO. FOCUS SUI PRIMI 20 PAESI ESPORTATORI NEL MONDO

2507 Caolino ed altre argille caolini, anche calcinate 

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Per ottenere, gratuitamente, la lista dei Paesi esportatori contattateci

2601 Minerali e concentrati di ferro, comprese le piriti di ferro tostate

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7200 Ferro e acciaio

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7600 Alluminio e lavori di alluminio

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Crisi delle materie prime: approfondimenti

Agrifood e guerra. Il rischio per le imprese italiane
Russia Ucraina. Effetti su petrolio, gas e carbone

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Nati nel 2011 come spin-off di una realtà creata nel 2007 avevamo l’obiettivo di aiutare le aziende a migliorare il rapporto con gli istituti di credito e perseguire un percorso di uscita dalla crisi.

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