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Agrifood facciamo il punto sulla guerra Russia – Ucraina. Come riporta Coldiretti, a causa della guerra in Ucraina l’11% delle aziende agricole italiane hanno difficoltà tali da essere costrette alla chiusura. Ma, come se non bastasse, il 30% lavora in perdita a causa dell’aumento dei costi di produzione. I rincari riguardano praticamente tutto ciò che serve per portare avanti un’azienda agricola: concimi, imballaggi, gasolio, attrezzi, macchinari. La ricerca di fornitori alternativi diventa sempre più un’esigenza indifferibile.

DAL 12 LUGLIO GRAZIE A SIMEST CI SARA’ UN SOSTEGNO ALLE IMPRESE ITALIANE ESPORTATRICI IN UCRAINA, FEDERAZIONE RUSSA O BIELORUSSIA

Agrifood e guerra: facciamo il punto

Olio di semi di girasole

Come riferito dall’Assitol (Associazione Italiana dell’industria olearia), la chiusura dei porti sul Mar Nero blocca gli scambi dei due principali esportatori mondiali di questo prodotto. L’Italia rischia di ritrovarsi senza olio di girasole nel giro di un mese. La guerra e la crisi energetica, inoltre, incidono su tutto il settore alimentare, andando a colpire diversi prodotti.

Mais

L’Ucraina è anche il nostro secondo fornitore dopo l’Ungheria, con una quota di poco superiore al 20% sia in volume che in valore. Nei primi dieci mesi del 2021, le importazioni complessive Italiane di mais si sono ridotte in volume del 13% annuo, per un totale di circa 4 milioni di tonnellate, con una flessione del 15% per quello di provenienza Ucraina (466 mila tonnellate).
Una situazione, questa, che suscita qualche preoccupazione vista la consistente riduzione della produzione interna di mais (-30% negli ultimi 10 anni) e la ormai strutturale dipendenza degli allevamenti dal prodotto di provenienza estera (tasso autoapprovvigionamento italiano pari al 53% contro il 79% nel 2011).

Frumento tenero

Più marginale il ruolo dell’Ucraina per il frumento tenero, altro prodotto per il quale l’Italia è fortemente deficitaria, che si configura come sesto fornitore con una quota pari al 5% in volume e in valore dell’import totale nazionale. Tra gennaio e ottobre 2021, anche le importazioni complessive nazionali di frumento tenero si sono ridotte del 4% circa su base annua (a 3,6 milioni di tonnellate), mentre le richieste dall’Ucraina si sono più che dimezzate (a 107 mila tonnellate).
www.ilsole24ore.com/art/guerra-ucraina-e-alimentare-a-rischio-forniture-mais-frumento-e-olio-semi-AEX4uGFB

Agrifood e guerra: il conflitto tra Russia e Ucraina colpisce anche i fertilizzanti

La Russia, primo esportatore mondiale di fertilizzanti, produce più di 50 milioni di tonnellate all’anno di fertilizzanti, il 13% del totale mondiale. Ma anche l’Ucraina svolge un ruolo importante. Secondo quanto riportato da La Stampa, è stato l’ottavo esportatore mondiale nel 2020 di urea, principale elemento nutritivo a base di azoto per le coltivazioni, nonché il secondo fornitore per l’Italia, “con circa 125 mila tonnellate inviate nel nostro paese tra gennaio e novembre (+46% su base annua)”.

La crisi nascosta è lo stop ai fertilizzanti che mette a rischio l’agrifood in Europa

I costi dei fertilizzanti hanno raggiunto livelli record, Russia e Ucraina hanno bloccato le esportazioni, che si erano già ridotte con lo stop della Cina a fine 2021 per via dell’aumento dei prezzi dell’energia. Gli agricoltori sono preoccupati.
Se per Russia e Ucraina dipende dalla guerra, a bloccare la Cina alla fine dell’anno scorso ci hanno pensato i costi dell’energia che hanno portato alla contrazione della produzione anche in Europa. Confagricoltura già a settembre 2021 lanciava l’allarme: «A livello mondiale, ci sono segnali di vero e proprio accaparramento».

Trovare nuovi fornitori è un’esigenza indifferibile. Ma dove? E, soprattutto, come?

Minding ha rapporti con tutto il mondo. Attraverso i nostri consulenti, residenti in moltissimi paesi, siamo in grado di individuare i potenziali fornitori che servono a sostituire (almeno parzialmente) le forniture che provengono dalle regioni in guerra. Per un primo incontro informativo, naturalmente senza impegno, basta contattarci compilando il modulo presente a questo link.

Qui sotto riportiamo qualche dato proveniente dall’analisi dei codici TARIC.
Come si evince, se è vero che Russia e Ucraina sono spesso i maggiori fornitori mondiali è altrettanto vero che non sono gli unci.

ANALISI DEI CODICI TARIC ESPORTATI NEL MONDO. FOCUS SUI PRIMI 20 PAESI ESPORTATORI NEL MONDO

1512 Oli di girasole, di cartamo o di cotone e loro frazioni, anche raffinati, ma non modificati chimicamente

Per ottenere, gratuitamente, la lista dei Paesi esportatori contattateci

1206 Semi di girasole, anche frantumati

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1000 Cereali

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3100 Fertilizzanti

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Nati nel 2011 come spin-off di una realtà creata nel 2007 avevamo l’obiettivo di aiutare le aziende a migliorare il rapporto con gli istituti di credito e perseguire un percorso di uscita dalla crisi.

Oggi, dopo più di 10 anni di attività, siamo in grado di aiutare le aziende per una crescita duratura, profittevole, sostenibile e digitale.

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